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SOTTO L’OMBRELLONE: IL ROMANZO DI UN FUORICLASSE

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Compendio puntuale per comprendere al meglio la figura di Alberto Tomba – eroe dello sci moderno e figura di punta nella tradizione degli sport invernali FILA – Il romanzo di un fuoriclasse , pubblicato nel 1992, ha una struttura complessa. Innanzitutto, oltre alla firma del campione bolognese porta quella di Leo Turrini, giornalista e scrittore specializzato in biografie (Lucio Battisti, Michael Schumacher). Secondariamente, è ricco di immagini firmate Penta Photo, agenzia foto giornalistica che dagli anni Ottanta segue i più importanti eventi sciistici internazionali. Infine, grazie all’intercessione dell’atleta, le parole si accompagnano a scatti provenienti dall’archivio privato della famiglia Tomba, garantendo così un documento di eccezionale unicità. Il romanzo di un fuoriclasse parte dal principio, ovvero da quando Alberto muove i primi passi sulla neve a soli tre anni, complice papà Franco che nel tempo libero fa l’istruttore. In Emilia non nevica spesso, eppure il giovane Tomb...

BORDOCAMPO: LAUREN MALLON

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Ciao Lauren, benvenuta a Bordocampo, la rubrica Blog dedicata alle interviste. Questo è il nostro debutto oltreoceano! Vorremmo iniziare dal principio. Quali sono stati i tuoi studi e le tue prime esperienze professionali? Lauren Mallon: grazie mille, è un onore essere ospite del blog della Fondazione!  Dunque, ho frequentato la University of Maryland a College Park. Lì ho conseguito un Dual Degree in arti visive e comunicazione. Durante gli studi ho iniziato a lavorare nel comparto Sports Marketing del Dipartimento di Atletica, e nel ‘Terrapin Club’, un programma di potenziamento. Nel corso dell’ultimo semestre ho avuto modo di fare un tirocinio nell’ ufficio Pubbliche Relazioni di FILA: era il settembre 1998. Il resto è storia!    Esattamente com’è avvenuto l’incontro tra te e FILA? LM: al termine degli studi sono stata assunta dall’azienda come Marketing Coordinator. Ero una sorta di tuttofare per il calcio, il basket, il tennis, il running, il golf, lo sci. Il mio ...

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 7

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Ad un anno di distanza dalla gloriosa spedizione di Giorgio Bertone e Renzino Cosson su El Capitan, in California, Pierluigi Rolando ancora non riusciva a rimanere distante dagli States e dalla loro forza evocativa. Nel 1975, complice il crescente successo di FILA, l’America si profilava infatti come un’avventura da abbracciare senza remore, soprattutto considerato il gradimento dei capi WHITE LINE oltreoceano. La branca statunitense iniziava ad apparire all’orizzonte, e trovò personificazione nella figura di Sammy Azaria, socio incaricato di monitorare il mercato dalla 34esima Avenue di Manhattan. Non solo: gli Stati Uniti erano terra di saloni, convention, occasioni – Las Vegas su tutte – in cui il marchio poteva affermare la propria influenza commerciale e al tempo stesso stupire il pubblico attraverso allestimenti puntualmente scenografici. Il settore già conosceva bene FILA in Europa, in particolare all’ISPO di Monaco di Baviera e al Mias di Milano. Proprio dur...

110: UN COMPLEANNO

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Dietro la teca, il mondo somiglia al riflesso di un sogno.  Avevamo iniziato così qualche settimana fa, vi ricordate? A distanza di quasi un mese posso confermarlo: a volte mi sembra di sognare. E ripensando agli incontri, ai viaggi, agli eventi che ho vissuto in questi anni, in effetti tutto sembra troppo bello per essere vero. Soprattutto perché io sono una privilegiata: mi accoccolo spesso nell’abbraccio di questa vetrina, ma mica rimango ferma qui. Il passato mi appartiene tanto quanto il futuro. Infatti dalla teca io esco, mani premurose mi fanno incontrare volti nuovi, arrivano da tutto il mondo. Sono fashion designer, studiosi, creativi. Mi guardano con attenzione, mi studiano. Cercano di capire come trasformarmi.  Pierluigi me l’aveva fatto intendere: il mio destino è quello di essere un riferimento, un faro, una musa. Un capo che vivrà anche fuori dai campi da tennis. E quante vite sto attraversando! Un giorno mi vedo riflessa in un look urbanwear, in mezzo a tessuti ...

110: SILENZI E CAMPIONI

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Le persone intorno a me parlano poco. Taciturno era Pierluigi, come già vi avevo raccontato: nel crearmi, l’artista si chiuse in lunghi silenzi, e gli unici suoni che ho saputo udire erano i fruscii del tessuto che prendeva nuova forma. Non parlava molto nemmeno lui, l’uomo arrivato dal freddo. Timido, introverso, nel fondo dei suoi occhi azzurri sedimentava il gelo dell’inverno svedese, che l’ha temprato sin da bambino. Tuttavia, la sua non è mai stata una presenza passiva. Alto e prestante, il suo corpo emanava onde d’energia. Anche quando non impugnava la racchetta da tennis, avevi l’impressione che i muscoli si protendano sempre verso l’esterno, fendendo l’aria con colpi guerrieri. Eravamo belli, siamo belli. Per lui mi sono impreziosita ancor di più: un’abbottonatura discreta, il colletto colorato e a contrasto, patch quadrangolari su petto e spalla. Nella teca sono circondata di silenzi, ma quando lui mi indossava qualcosa intorno a noi esplodeva. Lo stadio, i cuori dei tif...

110: IL PENNARELLO ROSSO

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Il colore rosso del pennarello vibra come fuoco nel camino. Se non conoscessi la forza delle mie fibre, lo scheletro di costine di cui son fatta, penserei di essere neve destinata a sciogliersi. Invece eccomi, sono qua, materia che si forma nelle mani di un artista. Lo osservo all’opera, non tutti hanno il privilegio di accedere all’intimità dell’atto creativo. Di lui non so molto. Conosco gli occhi miti, che adesso mi guardano con concentrazione. La voce un po’ meno, è uno di quegli uomini che parlano di rado, solo se strettamente necessario. E la mano? Bè, quella l’ho osservata, nei giorni: forte, sicura, incarna con precisione la regia di ogni lavoro. Una settimana fa vi ho raccontato del mio animo semplice. Tacendo, però, sulla mia curiosità. Perché sono curiosissima, accidenti: ogni centimetro di quest’armatura in cotone vuole sapere con quali disegni quell’uomo mi abbellirà. Forse una cascata di fiori colorati, di quelle che adornano le forme femminili nei capolavori botticellian...

110: DIETRO LA TECA

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Attraverso il vetro della teca, il mondo sembra il riflesso di un sogno. Sto sognando? In questa sala imbevuta di silenzio, è un dubbio che spesso mi viene. Osservo i volti degli atleti sui muri, le braccia che stringono coppe e medaglie lucenti, mi convinco che sì, probabilmente sto sognando. Esco poche volte da questo rifugio, quando accade mi trattano con i guanti. Letteralmente. Mani esperte mi curano, proteggono, ogni gesto infonde cautela. Mi domando cosa abbia fatto per meritare queste attenzioni. Il mio, in fondo, è un animo semplice. Non sono un vanitoso broccato, non conosco l’alterigia della seta. Vado fiera delle mie fibre di puro cotone, questo sì. Della purezza dell’acqua che mi ha fatto nascere e che ancora vedo scorrere lungo i monti biellesi – piccoli, lontani puntini dietro alle finestre. Un giorno, sempre dalla mia comoda teca, sento che qualcuno parla di me. Origlio. Una voce esperta racconta che la mia morbidezza deriva da macchinari strani chiamati tubolari. Graz...

CREATIVI IN FILA: LUCREZIA MARCELLI

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Siamo onesti: quando abbiamo lanciato il contest Creativi in FILA, con il quale abbiamo mappato i giovani talenti del panorama artistico italiano, non immaginavamo la vittoria di un’opera intangibile, non ‘fisica’. Invece lo scorso 16 novembre la nostra giuria ha decretato il trionfo di Lucrezia Marcelli, giovanissima studentessa e sound designer romana. Classe 2001, Lucrezia ha sbaragliato 135 opere concorrenti con AncestrAli, brano da lei composto e realizzato per immaginare le sonorità di una finale di tennis che passa alla storia: nella fattispecie, quella di Bastad 1974, agli US di Svezia, che vede sfidarsi i due volti FILA Björn Borg e Adriano Panatta. L’artista ha lavorato sulla struttura del crescendo e imbastito una soundtrack pulsante, scandita dai rimbalzi di una pallina che ricorda il battito cardiaco. Ascoltando i due minuti di AncestrAli – gli archi, il beat, l’ovazione della platea in sottofondo – quell’opera solo apparentemente immateriale si tramuta in un’immagine vivi...

CREATIVI IN FILA: GABRIELE BOLLASSA, EMILIA GOZZANO, CLAUDIO GARIMOLDI, GABRIELE SCUDIERO E GIORGIA UBALDI

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Quando domandiamo ad Emilia Gozzano e Gabriele Bollassa il nome di un regista che abbia influito sulla loro formazione, i due rispondono con trasporto e all’unisono: “Hayao Miyazaki!”. Il Maestro giapponese, premio Oscar per La città incantata nel 2003, ha emozionato il mondo intero con la delicatezza dei suoi film animati. I nostri Creativi in FILA, invece, hanno impressionato la giuria dell’omonimo contest dirigendo un video che ci riporta ai fasti di Wimbledon 1980, grazie ad un originale mix di found footage e cartoon. Studenti di animazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, Emilia e Gabriele hanno coordinato un folto gruppo di lavoro, che annovera anche Claudio Garimoldi, Gabriele Scudiero e Giorgia Ubaldi. Direttamente dal secondo posto del podio, ecco il loro racconto dell’esperienza. Che tipo di ricordi e conoscenze avevate di FILA quando vi siete approcciati al contest? Emilia Gozzano: benché sia appassionata di moda da sempre, la mia preparazione in materia ...

CREATIVI IN FILA: DAVIDE INGANNAMORTE E DOMENICO COPPOLA

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Due tennisti si studiano da un lato all’altro del campo. La tensione è palpabile, forse quella che stanno per ingaggiare è la partita di una vita. Nell’aria risuona una parola, l’aggettivo ‘vincente’: piaceva molto a Pierluigi Rolando, ma in fondo ha molto a che vedere anche con la società odierna, con le aspettative di cui sono caricate le generazioni più giovani. Il duello comincia, il battito accelera. Nel passaggio improvviso dal bianco e nero al colore, le divise si tingono di nuove cromie: è la storia che evolve, è il vento del cambiamento targato FILA. Al culmine della tensione, però, ecco il colpo di scena: forse era tutto un sogno, forse era solo una partitella tra amici trasfigurata dalla mente e dall’immaginazione. Un po’ spot un po’ videoclip, il corto FILA ESSENCE ha conquistato la giuria del contest Creativi in FILA, che ne ha premiato il ritmo narrativo e la spiccata ironia con il terzo posto del podio. Autori e interpreti sono Domenico Coppola e Davide Ingannamorte: gio...

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 4

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Dopo aver assistito al successo delle prime sponsorizzazioni, nel 1974 Pierluigi Rolando si mise al lavoro per cambiare radicalmente il volto del tennis. O meglio, per cambiarne il look. ‘Outfit’ è oggi una parola di utilizzo quotidiano, forse abusata: un contributo decisivo alla sua definizione – almeno nello sportswear – arrivò proprio da FILA e White Line, la collezione che ridefinì l’appeal dei tennisti dalla testa ai piedi. Rolando ebbe l’intuizione di affiancare ai completi sportivi una nuova ‘divisa’ ufficiale, la tuta, che nella visione del designer doveva essere un ponte tra gli indumenti sfoggiati in campo e quelli da ufficio. Costrizione e libertà, lavoro e tempo libero: il contrasto tra opposti sfociò in un capo nuovo, comodo ma anche fashion, rassomigliante a quelli sponsorizzati dai campioni. Rolando disegnò le prime tute ispirandosi a due muse d’eccezione: la Royal Guard inglese (e in particolare gli chevron da essa sfoggiati) e i pinguini, che a suo avviso parevano indo...

FILA GOES TO HOLLYWOOD: THE FIRM

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I film sulla rabbia della working class inglese sono moltissimi e spesso pregevoli. Basterebbe pensare all’intera filmografia del Maestro Ken Loach. Ma anche alla rutilanza di Full Monty (1997) di Peter Cattaneo, alla grazia di Billy Elliott (2000) di Stephen Daldry, a quel sorprendente gioiello che è Pride (2014) di Matthew Warchus. Oggi vogliamo raccontarvi però di quando la frustrazione sociale si muta in violenza, trovando legittimazione nei capi di vestiario e nel look. Stiamo parlando di The Firm, il film diretto nel 2009 da Nick Love che narra delle lotte tra hooligan. Uscito unicamente sul mercato UK, è il remake dell’omonima pellicola di Alan Clarke, che debutta nell’89. Entrambi i film si concentrano sul fenomeno dei casuals, ovvero quei gruppi organizzati di hooligan che nell’Inghilterra degli anni Ottanta si distinguono per il look sportivo che li differenzia da skinhead e hard mod. In questo senso, se la visione di Clarke è molto ‘borghese’ (il protagonista del film, inter...

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 3

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Oltre a reinventare il look dei tennisti, negli anni Settanta Pierluigi Rolando è testimone di un’altra grande rivoluzione in casa FILA, ovvero le sponsorizzazioni. “Iniziava l’epoca in cui oltre a far progredire un’azienda si doveva comunicare in modo nuovo con campioni che divulgassero il marchio” . Viene così assoldato Nicola Pietrangeli, ai tempi uno dei campioni italiani più noti. Dotato di grande stile, giocatore di fondo campo con un rovescio fortissimo, Pietrangeli non può però controllare l’esuberanza imprenditoriale di Enrico Frachey, che ai tempi inseguiva l’astro nascente Adriano Panatta. Non appena viene a sapere che ‘Ascenzietto’ è in procinto di firmare per Sergio Tacchini, Frachey organizza un’operazione commerciale last minute e senza precedenti (Rolando la definisce un vero blitz), che porta FILA a reclutare il tennista trenta minuti prima che firmi per la concorrenza. Pietrangeli non è contentissimo del rivale, ma non può contrastare la rivoluzione in corso: la spons...

BORDOCAMPO: RAY GIUBILO

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‘Posso accendere il ventilatore, vero? Fa un caldo, qui’ . Non facciamo in tempo a raggiungerlo in videochiamata e subito Ray Giubilo ci coinvolge con la sua disarmante semplicità. Nato ad Adelaide, in Australia, ma trasferitosi in Italia in giovanissima età, Ray esordisce come fotografo fashion: alla fine degli anni Ottanta, però, viene introdotto al reportage sportivo, affermandosi come cantore del tennis per immagini. Pose plastiche, volti espressivi, giochi di luci e di ombre: i suoi scatti compongono un lessico personalissimo, raccontando la disciplina a 360°. In occasione della Giornata Mondiale della Fotografia, dialoghiamo con un grande autore, inaugurando una nuovissima rubrica di interviste.  Dai servizi posati e patinati al dinamismo del campo da gioco: raccontaci come è iniziata la tua carriera, Ray. Ho iniziato giovanissimo, negli anni Ottanta c’è stato un vero e proprio boom dei magazine di moda. Ero però anche appassionato di tennis, gioco che praticavo. Nell’89 rin...