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IED TORINO X FONDAZIONE FILA MUSEUM

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La varietà di iniziative che la Fondazione ha dedicato al tema della creatività ha permesso di affrontare una collaborazione con IED Torino, la scuola di alta formazione il cui programma di studi è orientato alle nuove frontiere del design, della moda, della comunicazione e delle arti applicate. Il progetto prevedeva di immaginare, insieme a dieci gruppi di studenti, altrettante visioni alternative del nostro museo. Di fronte all’originalità e alla completezza dei risultati finali, dobbiamo ammetterlo, è stato faticoso dover individuare un podio finale con soli tre progetti vincitori, più una menzione speciale. Raffaele Armellino, Lisa Bertinotti e Federica Guerrera hanno conquistato il gradino più alto del podio, con il progetto MuseoFILA , premiato per le soluzioni di semplicità ed adattabilità ottenute alla fine di uno studio meticoloso. Percepito come un ambiente mutevole e mutabile, il loro museo è una costellazione di elementi modulabili, che si protraggono ve

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 9

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Nel 1976 FILA è protagonista di una serie di conquiste che segnano un’epoca. La prima è legata al 18 dicembre di quell’anno, quando a Santiago del Cile Paolo Bertolucci e Adriano Panatta si aggiudicano la Coppa Davis, sconfiggendo in finale nientemeno che la squadra del Paese ospitante. L’evento passa alla storia anche per la scelta dei due di disputare i primi due set della partita indossando delle polo rosse, in segno di evidente opposizione alla dittatura di Augusto Pinochet. Il dibattito che ne consegue porta FILA sulla bocca di tutti, come marchio sportivo ma anche come vessillo simbolico agitato dal vento del cambiamento. Nello stesso anno Pierluigi Rolando disegna la terza storica linea: AQUA TIME. Il progetto, orchestrato da un Enrico Frachey sempre più ambizioso, prevede costumi da bagno per donne e uomini di tutte le età, e soprattutto l’ennesima sfida alle convenzioni. Come scrive lo stesso stilista, gli indumenti “dovevano riflettere – nelle forme e negli stilemi – le ca

110 MODI DI FARE SPORT – IL NUOVO CONTEST

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‘110 modi di fare SPORT’. Centodieci come gli anni appena compiuti da FILA, chiaro. Ma siamo certi che sia un numero sufficiente a indicare la quantità di discipline praticate nel mondo? Per chiarirci le idee, abbiamo pensato di fare una cosa che ci riesce bene: organizzare un contest! La nuova iniziativa della Fondazione si inscrive nel più ampio programma di festeggiamenti del 2021, e sulla scia del successo di Creativi in FILA vuole sondare, ancora una volta, le capacità e le risorse dei nostri fan. Focus sono l’attività fisica, intesa in senso lato, e le possibilità con cui essa può venire rappresentata (insieme al numero 110, che in qualche modo dovrà comparire o essere evocato). Per un’occasione così importante non abbiamo previsti limiti di sesso né di età, ma dato che l’evoluzione tecnologica ci interessa da sempre, la nostra call è rivolta unicamente ad elaborati di natura digitale. Tre le categorie in gara: contenuti visivi statici (fotografia, pittura/disegno/illustrazione d

ETICHETTE: COTONE

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Se dovessimo scegliere un aggettivo per descrivere la fibra naturale del cotone, forse il più indicato sarebbe ‘affabile’: in fondo parliamo di una materia che ci accompagna nella vita di tutti i giorni, definendo sia gli abiti che gli oggetti di cui facciamo uso. Una compagna gentile e discreta, con le doti innate di chi per noi sa esserci sempre. O è meglio dire da sempre? Le fibre di cotone non sono solo affabili, sono millenarie! Le prime tracce della sua presenza sul pianeta risalgono infatti a circa 9000 anni fa, quando i semi della pianta Gossypium vengono trovati nella valle dell’Indo. Diffusa presso i Maya, gli Aztechi e gli Incas, la lavorazione del cotone giunge in Europa solo nel 350 a.C., durante l’impero di Alessandro Magno: nei secoli successivi e fino al 1400, essa è un prodotto d'importazione di lusso, la cui aura muta soltanto dopo la scoperta dell’America (e di popoli che stupiscono gli europei per la conoscenza ormai secolare del materiale). Come già accaduto co

FONTI: IL FASCINO DISCRETO DELLE DIAPOSITIVE

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In The Wheel, episodio finale della prima serie di Mad Men andato in onda sulla rete americana AMC nel 2007, il pubblicitario newyorkese Don Draper (Jon Hamm) viene incaricato dalla Kodak di trovare un modo accattivante per lanciare la ruota stereoscopica nei primi anni Sessanta. In uno dei monologhi migliori del telefilm, Don racconta che nessuna tecnologia può essere raccontata senza emozioni. Per convincere i suoi clienti di ciò, proietta in ufficio una serie di diapositive private, che immortalano la sua famiglia e il suo matrimonio in momenti felici del passato. In fondo, anche noi la pensiamo come il capo della Sterling & Cooper: una diapositiva è tutto fuorché un medium freddo. Al contrario, quel piccolo quadratino è depositario di un universo che si è fatto foto, non prima di aver attraversato secoli di innovazione e cambiamento. Le diapositive, che accompagnano la fotografia fin dall’Ottocento, si caratterizzano come immagini positive su un supporto trasparente. Affinch

BORDOCAMPO: SILVANA GAIDA

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Silvana Gaida ha lavorato negli uffici biellesi di FILA fino al 2009, un anno prima della nascita della nostra Fondazione. Ma per quarant’anni ha affiancato campioni che hanno mutato radicalmente gli scenari sportivi internazionali. Nelle sue parole riecheggiano l’energia di chi lavora con passione e la riconoscenza di chi sa di aver contribuito a qualcosa di importante: ecco cosa ci ha raccontato. Silvana, com’è iniziata la tua avventura in casa FILA? Silvana Gaida: ero giovanissima, la mia è stata una vera e propria gavetta. Ho cominciato nel 1969, quando il Maglificio Biellese era unicamente legato alla produzione di biancheria intima. Dopo un’esperienza in logistica, nel 1974 ho assistito alla nascita di FILA SPORT: il mio compito era quello di curare i rapporti con i clienti stranieri. L’avvento delle sponsorizzazioni ha ulteriormente trasformato la mia professione, portandomi a gestire direttamente i contratti e le relazioni con atleti, coach e club afferenti alle più varie disci

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 8

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Nella seconda metà degli anni Settanta l’ascesa di FILA SPORT si consolida con rapidità esponenziale. Gli atleti sponsorizzati dal marchio trionfano ai tornei più prestigiosi, dalle vetrine dei negozi i capi si rivelano come bandiere issate in onore di un nuovo concetto di vestibilità. Pierluigi Rolando, fautore del fenomeno, ne attesta il successo con orgoglio ed un pizzico di incredulità: quando a Parigi vede le boutique sartoriali pennellate di blu e bianchi écru, comprende che la rivoluzione è in atto, e non riguarda più unicamente i campi da gioco. Rolando non è solo orgoglioso, anche grato: in particolare, per le relazioni personali tessute con le grandi personalità che ha la fortuna di vestire grazie al brand biellese. Björn Borg, ovviamente, dalle cui gesta alla TV non riesce a staccare gli occhi. O Guillermo Vilas, altro tennista per la cui tempra lo stilista inventa geometrie inedite: fortissimo ma notoriamente poco slanciato, il campione argentino viene valorizzato dalla pol