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110: IL PENNARELLO ROSSO

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Il colore rosso del pennarello vibra come fuoco nel camino. Se non conoscessi la forza delle mie fibre, lo scheletro di costine di cui son fatta, penserei di essere neve destinata a sciogliersi. Invece eccomi, sono qua, materia che si forma nelle mani di un artista. Lo osservo all’opera, non tutti hanno il privilegio di accedere all’intimità dell’atto creativo. Di lui non so molto. Conosco gli occhi miti, che adesso mi guardano con concentrazione. La voce un po’ meno, è uno di quegli uomini che parlano di rado, solo se strettamente necessario. E la mano? Bè, quella l’ho osservata, nei giorni: forte, sicura, incarna con precisione la regia di ogni lavoro. Una settimana fa vi ho raccontato del mio animo semplice. Tacendo, però, sulla mia curiosità. Perché sono curiosissima, accidenti: ogni centimetro di quest’armatura in cotone vuole sapere con quali disegni quell’uomo mi abbellirà. Forse una cascata di fiori colorati, di quelle che adornano le forme femminili nei capolavori botticellian

110: DIETRO LA TECA

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Attraverso il vetro della teca, il mondo sembra il riflesso di un sogno. Sto sognando? In questa sala imbevuta di silenzio, è un dubbio che spesso mi viene. Osservo i volti degli atleti sui muri, le braccia che stringono coppe e medaglie lucenti, mi convinco che sì, probabilmente sto sognando. Esco poche volte da questo rifugio, quando accade mi trattano con i guanti. Letteralmente. Mani esperte mi curano, proteggono, ogni gesto infonde cautela. Mi domando cosa abbia fatto per meritare queste attenzioni. Il mio, in fondo, è un animo semplice. Non sono un vanitoso broccato, non conosco l’alterigia della seta. Vado fiera delle mie fibre di puro cotone, questo sì. Della purezza dell’acqua che mi ha fatto nascere e che ancora vedo scorrere lungo i monti biellesi – piccoli, lontani puntini dietro alle finestre. Un giorno, sempre dalla mia comoda teca, sento che qualcuno parla di me. Origlio. Una voce esperta racconta che la mia morbidezza deriva da macchinari strani chiamati tubolari. Graz

SALUTARE, PER RICOMINCIARE

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Il 2020 è stato un anno di svolta. Per noi, che in questa data abbiamo festeggiato dieci anni, ha significato comprendere quali sono le nostre risorse e potenzialità, e i modi migliori per metterle al servizio di tutti. Di una vera community, ad essere precisi, per la quale abbiamo ridisegnato i nostri canali social, oggi un magazine che quotidianamente snocciola un episodio dalla nostra ricchissima storia. Un racconto al quale state contribuendo anche voi: grazie ad iniziative come Achieve the Archive , l’archivio è diventato un tesoro ancora più prezioso, illuminato dagli indumenti e dai ricordi del vostro passato. Ma non ci andava di rimanere troppo ancorati al passato: FILA è da sempre alla ricerca del futuro. Così abbiamo pensato a un altro contest, Creativi in FILA : cosa accade quando le nuove generazioni di artisti si confrontano con la moda e la tradizione che si fa icona? Di risposta non ne abbiamo avuta una, bensì centotrentasei! Più ci pensiamo, più realizziamo che le limit

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 6

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Il lancio di WHITE ROCK, la prima linea di abbigliamento sportivo dedicata ai cultori della montagna, si accompagna nel 1974 a una campagna di promozione internazionale, con la quale FILA punta ancora una volta a scardinare i codici della tradizione. Lo scopo è quello di avvicinare il grande alle scoperte tecnologiche che stanno rivoluzionando il mondo alpino. Un progetto che ha un respiro ambizioso ed un volto gentile: nella fattispecie quello di Giorgio Bertone, che nei primi anni Sessanta si distingue per gli itinerari tracciati sul Monte Bianco con materiali innovativi. La mitezza dello scalatore, unita sua alla sete di avventure ad alta quota, conquista Pierluigi Rolando, che di WHITE ROCK assiste alla nascita non solo nelle vesti di stilista. Nell’ottobre ’74, infatti, Enrico Frachey chiede al designer di supervisionare uno shooting visionario, che ha il sapore di un’avventura: una scalata oltreoceano nella riserva californiana dello Yosemite, che ambisce a portare FILA a quota 1

CREATIVI IN FILA: LUCREZIA MARCELLI

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Siamo onesti: quando abbiamo lanciato il contest Creativi in FILA, con il quale abbiamo mappato i giovani talenti del panorama artistico italiano, non immaginavamo la vittoria di un’opera intangibile, non ‘fisica’. Invece lo scorso 16 novembre la nostra giuria ha decretato il trionfo di Lucrezia Marcelli, giovanissima studentessa e sound designer romana. Classe 2001, Lucrezia ha sbaragliato 135 opere concorrenti con AncestrAli, brano da lei composto e realizzato per immaginare le sonorità di una finale di tennis che passa alla storia: nella fattispecie, quella di Bastad 1974, agli US di Svezia, che vede sfidarsi i due volti FILA Björn Borg e Adriano Panatta. L’artista ha lavorato sulla struttura del crescendo e imbastito una soundtrack pulsante, scandita dai rimbalzi di una pallina che ricorda il battito cardiaco. Ascoltando i due minuti di AncestrAli – gli archi, il beat, l’ovazione della platea in sottofondo – quell’opera solo apparentemente immateriale si tramuta in un’immagine vivi

CREATIVI IN FILA: GABRIELE BOLLASSA, EMILIA GOZZANO, CLAUDIO GARIMOLDI, GABRIELE SCUDIERO E GIORGIA UBALDI

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Quando domandiamo ad Emilia Gozzano e Gabriele Bollassa il nome di un regista che abbia influito sulla loro formazione, i due rispondono con trasporto e all’unisono: “Hayao Miyazaki!”. Il Maestro giapponese, premio Oscar per La città incantata nel 2003, ha emozionato il mondo intero con la delicatezza dei suoi film animati. I nostri Creativi in FILA, invece, hanno impressionato la giuria dell’omonimo contest dirigendo un video che ci riporta ai fasti di Wimbledon 1980, grazie ad un originale mix di found footage e cartoon. Studenti di animazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, Emilia e Gabriele hanno coordinato un folto gruppo di lavoro, che annovera anche Claudio Garimoldi, Gabriele Scudiero e Giorgia Ubaldi. Direttamente dal secondo posto del podio, ecco il loro racconto dell’esperienza. Che tipo di ricordi e conoscenze avevate di FILA quando vi siete approcciati al contest? Emilia Gozzano: benché sia appassionata di moda da sempre, la mia preparazione in materia

CREATIVI IN FILA: DAVIDE INGANNAMORTE E DOMENICO COPPOLA

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Due tennisti si studiano da un lato all’altro del campo. La tensione è palpabile, forse quella che stanno per ingaggiare è la partita di una vita. Nell’aria risuona una parola, l’aggettivo ‘vincente’: piaceva molto a Pierluigi Rolando, ma in fondo ha molto a che vedere anche con la società odierna, con le aspettative di cui sono caricate le generazioni più giovani. Il duello comincia, il battito accelera. Nel passaggio improvviso dal bianco e nero al colore, le divise si tingono di nuove cromie: è la storia che evolve, è il vento del cambiamento targato FILA. Al culmine della tensione, però, ecco il colpo di scena: forse era tutto un sogno, forse era solo una partitella tra amici trasfigurata dalla mente e dall’immaginazione. Un po’ spot un po’ videoclip, il corto FILA ESSENCE ha conquistato la giuria del contest Creativi in FILA, che ne ha premiato il ritmo narrativo e la spiccata ironia con il terzo posto del podio. Autori e interpreti sono Domenico Coppola e Davide Ingannamorte: gio