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Visualizzazione dei post da Giugno, 2020

FONTI: L'ACQUA DI BIELLA

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Visitare la città di Biella significa comprendere una spontanea, inestricabile relazione tra natura e sviluppo urbano. I palazzi, i monumenti, persino i comignoli sembrano scostarsi per permettere di godere della visuale delle Alpi sullo sfondo. Perché Biella si sviluppa alle pendici dei monti e alcuni di essi, come il Massiccio del Bo o il Mucrone, danno vita a sorgenti che alimentano numerosi torrenti. L’acqua è un elemento fondamentale nella descrizione di questo paesaggio: abbondante a causa delle frequenti precipitazioni, pulita grazie alle fonti con rocce silicee e cristalline, persino curativa negli stabilimenti idroterapici che hanno conosciuto ampia fortuna nei secoli passati. Il legame con l’elemento è così forte da influenzare lo sviluppo produttivo: quando, alla fine dell’Ottocento, le industrie cominciano ad avvalersi delle sempre più diffuse e performanti caldaie a vapore, i distretti tessili biellesi decidono sì di adottarle, ma solo per potenziare la fidata energia idri…

IL VIOLA PORTA FORTUNA

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Nell’era del distanziamento sociale, riguardare i video di Gabriel Omar Batistuta in campo è surreale. Perché nessuno – in quel periodo magico tra il 1991 e il 2005 – riesce a stargli a un metro di distanza: tifosi, allenatori e compagni di squadra hanno la costante volontà di esultare con lui per quei gol dall’energia sovrannaturale. Come in tutte le leggende, l’eroe ha origini umili: nato in Argentina nel 1969, Batistuta è figlio di un macellaio e di una collaboratrice scolastica. Appassionato di basket, dopo aver ricevuto in regalo un poster di Maradona dimenticare il canestro e inizia la carriera di centravanti per la quale passa alla storia. Nel 1991 viene acquistato dalla Fiorentina, inizia la sua ascesa professionale: Batigol (o Re Leone, questi i suoi soprannomi) detiene il record delle 11 gare consecutive in rete. Una leggenda, però, è tale solo se reca con sé anche l’altro lato della medaglia. Dopo i successi nella Roma, nell’Inter e nell’Al-Arabia, il 13 maggio…

SOUND ON: GORILLAZ

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Cool Britannia: è così che i massmediologi chiamano quel periodo storico conciso – occupante buona parte degli anni Novanta – in cui una new wave di artisti visivi, musicali e celebrity celebrità impone all’attenzione mondiale lo stile e la cultura del Regno Unito, un ventennio dopo gli eccessi del punk. Musicalmente, a contendersi il trono del rock ci sono gli Oasis – band fondata da Liam e Noel Gallagher, fratelli litigiosi e ossessionati dal mito dei Beatles – e i Blur, quartetto irriverente e attento alla crescente popolarità dei sound dance. Al loro frontman, Damon Albarn, le scaramucce con la band rivale e le pressioni dei tabloid vanno stretti: l’unico modo per prenderne le distanze è quello di dar vita a un progetto musicale nuovo e radicale: già, perché i Gorillaz, la band che fonda nel 2000, non esistono. 2D (voce), Murdoc (basso), Noodle (chitarra) e Russel (batteria) sono infatti cartoon frutto dell’immaginazione di Jamie Hewlett, coinquilino di Albarn e disegnatore di Ta…