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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sound On

SOTTO L’OMBRELLONE: IL ROMANZO DI UN FUORICLASSE

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Compendio puntuale per comprendere al meglio la figura di Alberto Tomba – eroe dello sci moderno e figura di punta nella tradizione degli sport invernali FILA – Il romanzo di un fuoriclasse , pubblicato nel 1992, ha una struttura complessa. Innanzitutto, oltre alla firma del campione bolognese porta quella di Leo Turrini, giornalista e scrittore specializzato in biografie (Lucio Battisti, Michael Schumacher). Secondariamente, è ricco di immagini firmate Penta Photo, agenzia foto giornalistica che dagli anni Ottanta segue i più importanti eventi sciistici internazionali. Infine, grazie all’intercessione dell’atleta, le parole si accompagnano a scatti provenienti dall’archivio privato della famiglia Tomba, garantendo così un documento di eccezionale unicità. Il romanzo di un fuoriclasse parte dal principio, ovvero da quando Alberto muove i primi passi sulla neve a soli tre anni, complice papà Franco che nel tempo libero fa l’istruttore. In Emilia non nevica spesso, eppure il giovane Tomb...

SOUND ON: STEVIE WONDER

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Gli inizi degli anni Settanta rappresentano un turning point per innumerevoli realtà e figure sociali, culturali, artistiche. Dopo aver ridisegnato il proprio logo, nel 1974 FILA intraprende un nuovo percorso, che trasformerà l’ex maglificio intimo nell’azienda che rivoluziona il concetto di sportswear. Nello stesso periodo, ispirata dalla figura di Marvin Gaye, inizia anche la fase più adulta ed esplosiva della carriera di Stevie Wonder. Il 13 maggio 1950 Steveland Morris – questo il suo vero nome – nasce a Saginaw, Michigan: il suo è un parto eccessivamente prematuro, al punto da causare la retinopatia che lo renderà non vedente sin dalle primissime ore di vita. Né questo evento, né le umili origini, comunque, ostacolano il suo destino di enfant prodige musicale: polistrumentista fin dalla tenera infanzia, a tredici anni sceglie il nome d’arte di Stevie Wonder per debuttare con Fingertips, il singolo con cui nel 1963 giunge in vetta alla Billboard Hot 100. Stevie suona con maestria i...

SOUND ON: JERRY BOUTHIER

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La moda può esistere senza musica? Certo che sì. Ma è indubbio che la musica può arricchire e valorizzare il racconto di un abito. È per questo motivo che i divi delle sette note diventano testimonial di lusso, è per questo motivo che i catwalk sono impensabili senza adeguate colonne sonore. Fin dal debutto sulle passerelle milanesi nel 2018, FILA si è messa alla ricerca degli artisti più adatti a modellare il sound di un Brand che rispecchi epoche tra loro differenti. Ha trovato l’interprete adatto in Jerry Bouthier, dj francese da tempo prestato agli eventi fashion più cool in Europa. Nato a Marsiglia, Jerry è cresciuto a Parigi: nella capitale, lui e il fratello Tom contribuiscono alla diffusione della house e della cultura rave, ritrovandosi addirittura nella setlist di Paris Union Recording, la primissima compilation electro francese che sdogana, tra le altre cose, il talento di Philippe Cohen Solal e Marc Collin, in seguito famosi in tutto il mondo come Gotan Project e Nouvelle V...

SOUND ON: MELANIE C

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Evolversi, andare avanti, con la capacità di rimanere fedeli a se stessi. È quello che FILA ha saputo fare nel corso degli anni, ed è una dote che possiede anche Melanie C. Nel 1996 la cantante di Liverpool irrompe sulla scena musicale con le Spice Girls, la girlband inglese di maggior successo di tutti i tempi, (“il gruppo più riconoscibile dai tempi di John, Paul, George e Ringo”, come ha scritto David Sinclair su Rolling Stone). Nel video del loro singolo di debutto, Wannabe, Emma, Geri, Victoria e le due Mel sono cinque ragazze che portano scompiglio nella hall del Midland Grand Hotel di Londra, ognuna con la propria personalità distinta, fortissima. Con Wannabe le Spice Girls arrivano al primo posto in 37 paesi e si impongono come fenomeno musicale (l’album di debutto, Spice, vende 21 milioni di copie) e culturale: il loro inno, Girl Power, è una rivisitazione in chiave pop dei precetti femministi, e un’esortazione per le donne a prendere il controllo delle loro vite (l’espression...

SOUND ON: BTS

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RM, Jin, SUGA, j-hope, Jimin, V, Jung Kook. Forse non è semplicissimo, ma cercate di ricordare i loro nome: i BTS sono il fenomeno musicale dei nostri tempi! Autentiche star globali, hanno portato il K-pop (abbreviazione di ‘Korean Pop’) all’attenzione del mondo intero, conferendo al genere una rilevanza senza precedenti. La band di Seoul è stata capace di plasmare una realtà caleidoscopica e variegata, caratterizzata da hit accattivanti, coreografie elaborate, visual ipnotici. Un universo perfetto, nel quale i BTS (acronimo di Bangtan Sonyeondan o ‘Beyond the Scene’) accolgono milioni di fan adoranti, che ogni giorno danno prova di incrollabile fedeltà. È doveroso riconoscere che non solo la band ha scalato le classifiche cantando nella loro lingua d’origine, ma addirittura ne ha inventata una nuova, che adotta la voce e lo slang della loro generazione. Le canzoni dei BTS parlano di problemi adolescenziali e di bullismo, di pressione sociale sui giovani, addirittura di disagio psichic...

SOUND ON: GORILLAZ

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Cool Britannia: è così che i massmediologi chiamano quel periodo storico conciso – occupante buona parte degli anni Novanta – in cui una new wave di artisti visivi, musicali e celebrity celebrità impone all’attenzione mondiale lo stile e la cultura del Regno Unito, un ventennio dopo gli eccessi del punk. Musicalmente, a contendersi il trono del rock ci sono gli Oasis – band fondata da Liam e Noel Gallagher, fratelli litigiosi e ossessionati dal mito dei Beatles – e i Blur, quartetto irriverente e attento alla crescente popolarità dei sound dance. Al loro frontman, Damon Albarn, le scaramucce con la band rivale e le pressioni dei tabloid vanno stretti: l’unico modo per prenderne le distanze è quello di dar vita a un progetto musicale nuovo e radicale: già, perché i Gorillaz, la band che fonda nel 2000, non esistono. 2D (voce), Murdoc (basso), Noodle (chitarra) e Russel (batteria) sono infatti cartoon frutto dell’immaginazione di Jamie Hewlett, coinquilino di Albarn e disegnatore di Tan...

SOUND ON: TUPAC SHAKUR

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Il fotografo David LaChapelle – cultore d’immagine e di celebrity forse più di Andy Warhol, suo mentore – sa bene che Tupac Shakur non ama diamanti o bling bling, a differenza dei colleghi rapper. Ma dal momento che nel suo universo barocco e immaginifico tutto è sovversione, nel 1996 decide di immortalarlo in una vasca da bagno, il corpo nudo coperto d’oro, un dio bellissimo che attende di essere venerato. Quel corpo, nella notte tra il 7 e l’8 settembre dello stesso anno, viene ferito a morte a Las Vegas: le pallottole sono quattro, colpiscono il torace e il bacino, la coscia e la mano destra, perforano un polmone. Tupac è dichiarato morto cinque giorni dopo. Ancora oggi non conosciamo i nomi delle persone che all’incrocio di Flamingo Road, subito dopo l’incontro in cui Mike Tyson mette a tappeto Bruce Seldon all’MGM Grand, da una macchina in corsa mettono fine alla sua vita. Sappiamo però che da allora – dall’episodio che è triste culmine delle faide tra East e West Coast – la st...