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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2021

SCULPTURE IN THE EXPANDED FILA

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Pochi sanno che il motto ‘Less is more’, attribuito al Maestro Mies van der Rohe, è in realtà stato inventato da un altro genio dell’architettura novecentesca, Peter Behrens, sotto la cui ala protettrice si formarono, peraltro, Walter Gropius e Le Corbusier. È però comunemente accettato che a portarlo al successo fu l’allievo, che oltre ad essere stato uno dei fautori del Modernismo, creò edifici e oggetti di design capaci di convincerci che il senso ultimo di una struttura non risiede nel carattere di imponenza, bensì in un processo sottrazione ai minimi elementi. I più funzionali. Seppur latente, tale approccio ha ispirato il nuovo display del nostro museo biellese, da poco riaperto al pubblico: in occasione del 110esimo anno di vita di FILA abbiamo organizzato un ambiente rinnovato, che trova nel minimalismo uno dei suoi punti di forza. Se le prime sale – interattive e di carattere storico – rimangono invariate, mutano invece le otto stanze che compongono il percorso di visita. Spog

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 7

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Ad un anno di distanza dalla gloriosa spedizione di Giorgio Bertone e Renzino Cosson su El Capitan, in California, Pierluigi Rolando ancora non riusciva a rimanere distante dagli States e dalla loro forza evocativa. Nel 1975, complice il crescente successo di FILA, l’America si profilava infatti come un’avventura da abbracciare senza remore, soprattutto considerato il gradimento dei capi WHITE LINE oltreoceano. La branca statunitense iniziava ad apparire all’orizzonte, e trovò personificazione nella figura di Sammy Azaria, socio incaricato di monitorare il mercato dalla 34esima Avenue di Manhattan. Non solo: gli Stati Uniti erano terra di saloni, convention, occasioni – Las Vegas su tutte – in cui il marchio poteva affermare la propria influenza commerciale e al tempo stesso stupire il pubblico attraverso allestimenti puntualmente scenografici. Il settore già conosceva bene FILA in Europa, in particolare all’ISPO di Monaco di Baviera e al Mias di Milano. Proprio dur

110: UN COMPLEANNO

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Dietro la teca, il mondo somiglia al riflesso di un sogno.  Avevamo iniziato così qualche settimana fa, vi ricordate? A distanza di quasi un mese posso confermarlo: a volte mi sembra di sognare. E ripensando agli incontri, ai viaggi, agli eventi che ho vissuto in questi anni, in effetti tutto sembra troppo bello per essere vero. Soprattutto perché io sono una privilegiata: mi accoccolo spesso nell’abbraccio di questa vetrina, ma mica rimango ferma qui. Il passato mi appartiene tanto quanto il futuro. Infatti dalla teca io esco, mani premurose mi fanno incontrare volti nuovi, arrivano da tutto il mondo. Sono fashion designer, studiosi, creativi. Mi guardano con attenzione, mi studiano. Cercano di capire come trasformarmi.  Pierluigi me l’aveva fatto intendere: il mio destino è quello di essere un riferimento, un faro, una musa. Un capo che vivrà anche fuori dai campi da tennis. E quante vite sto attraversando! Un giorno mi vedo riflessa in un look urbanwear, in mezzo a tessuti tech molt