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SOTTO L’OMBRELLONE: IL ROMANZO DI UN FUORICLASSE

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Compendio puntuale per comprendere al meglio la figura di Alberto Tomba – eroe dello sci moderno e figura di punta nella tradizione degli sport invernali FILA – Il romanzo di un fuoriclasse , pubblicato nel 1992, ha una struttura complessa. Innanzitutto, oltre alla firma del campione bolognese porta quella di Leo Turrini, giornalista e scrittore specializzato in biografie (Lucio Battisti, Michael Schumacher). Secondariamente, è ricco di immagini firmate Penta Photo, agenzia foto giornalistica che dagli anni Ottanta segue i più importanti eventi sciistici internazionali. Infine, grazie all’intercessione dell’atleta, le parole si accompagnano a scatti provenienti dall’archivio privato della famiglia Tomba, garantendo così un documento di eccezionale unicità. Il romanzo di un fuoriclasse parte dal principio, ovvero da quando Alberto muove i primi passi sulla neve a soli tre anni, complice papà Franco che nel tempo libero fa l’istruttore. In Emilia non nevica spesso, eppure il giovane Tomb...

FONTI: LE ALPI BIELLESI

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Per Reinhold Messner le montagne non sono mai state semplici cime, bensì organismi vitali, verso i quali avere cura e rispetto. Entità che ha sempre cercato di penetrare più che scalare, per lasciare la civiltà alle spalle e proiettarsi in direzione di mondi diversi e paralleli al nostro. Lo scalatore dei record coltiva tale approccio nella natia Bressanone, ma siamo certi abbia ritrovato un sentimento altrettanto viscerale per la natura a Biella, la città di FILA. Come vi avevamo già raccontato , infatti, il centro urbano si sviluppa in forte sinergia con l’ambiente naturale. Un paesaggio variegato, che alla freschezza dei corsi d’acqua alterna la dolcezza delle valli e delle pianure. A vegliare, sormontare e proteggere, sempre loro, le montagne, che con cime quali il Bo, il Mars, il Camino, il Mucrone raggiungono quasi 2.600 metri d’altezza, accogliendo altresì i più variegati, suggestivi panorami. Le montagne biellesi, tuttavia, non sono da considerarsi unicamente attrattive turisti...

REINHOLD MESSNER, CONQUISTATORE GENTILE

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Se il tennista vince la competizione acclamato dalle ovazioni del pubblico sugli spalti, lo scalatore conquista la vetta nel silenzio della natura, spesso in solitudine. Forse proprio questo aspetto intimista aveva alimentato nel Dottor Enrico Frachey la passione per la montagna: fu così che nel 1976 FILA lanciò una linea specificatamente dedicata, la White Rock. La sua portata innovativa era evidente e riassunta nell’iconica giacca blu: cucita con il medesimo materiale con cui si realizzano le vele delle barche, passò alla storia per il soffietto laterale che, oltre ad agevolare il movimento, sembrò dar corpo al desiderio di abbracciare il vento. In Reinhold Messner (Bressanone 1944), Frachey, trovò un testimonial perfetto. Messner fu l’uomo capace, l’8 maggio 1978, di scalare gli 8.000 metri del Monte Everest senza l’ausilio di ossigeno supplementare. Compì l’impresa a fianco di Peter Habeler, per poi replicare l’ascesa, il 20 agosto 1980, in completa solitudine. Analizzando le ...