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SOTTO L’OMBRELLONE: IL ROMANZO DI UN FUORICLASSE

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Compendio puntuale per comprendere al meglio la figura di Alberto Tomba – eroe dello sci moderno e figura di punta nella tradizione degli sport invernali FILA – Il romanzo di un fuoriclasse , pubblicato nel 1992, ha una struttura complessa. Innanzitutto, oltre alla firma del campione bolognese porta quella di Leo Turrini, giornalista e scrittore specializzato in biografie (Lucio Battisti, Michael Schumacher). Secondariamente, è ricco di immagini firmate Penta Photo, agenzia foto giornalistica che dagli anni Ottanta segue i più importanti eventi sciistici internazionali. Infine, grazie all’intercessione dell’atleta, le parole si accompagnano a scatti provenienti dall’archivio privato della famiglia Tomba, garantendo così un documento di eccezionale unicità. Il romanzo di un fuoriclasse parte dal principio, ovvero da quando Alberto muove i primi passi sulla neve a soli tre anni, complice papà Franco che nel tempo libero fa l’istruttore. In Emilia non nevica spesso, eppure il giovane Tomb...

IL VIOLA PORTA FORTUNA

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Nell’era del distanziamento sociale, riguardare i video di Gabriel Omar Batistuta in campo è surreale. Perché nessuno – in quel periodo magico tra il 1991 e il 2005 – riesce a stargli a un metro di distanza: tifosi, allenatori e compagni di squadra hanno la costante volontà di esultare con lui per quei gol dall’energia sovrannaturale. Come in tutte le leggende, l’eroe ha origini umili: nato in Argentina nel 1969, Batistuta è figlio di un macellaio e di una collaboratrice scolastica. Appassionato di basket, dopo aver ricevuto in regalo un poster di Maradona dimenticare il canestro e inizia la carriera di centravanti per la quale passa alla storia. Nel 1991 viene acquistato dalla Fiorentina, inizia la sua ascesa professionale: Batigol (o Re Leone, questi i suoi soprannomi) detiene il record delle 11 gare consecutive in rete. Una leggenda, però, è tale solo se reca con sé anche l’altro lato della medaglia. Dopo i successi nella Roma, nell’Inter e nell’Al-Arabia, il 13 maggio ...

TOGETHERNESS: CARLA OVERBECK E NIKKI MCRAY

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‘Se vuoi metterti con me, devi andare d’accordo con le mie amiche’, diceva una canzone pop che negli anni Novanta ha riscritto le regole del femminismo in musica. Perché le donne lo sanno bene: allearsi è sempre l’arma più forte. E le atlete FILA, se possibile, lo sanno ancora meglio: tra le grandi lezioni dello sport ci sono proprio la forza e l’importanza del gioco di squadra. Carla Overbeck, nata a Pasadena, Texas alla fine degli anni Sessanta, è stata a lungo capitano della Nazionale Americana di Football: la sua prima partita con il team fu nell’88, vincendo il primo mondiale nel ’91. Abilissima in difesa, Carla brilla in Coppa del Mondo 1995, alle Olimpiadi del ’96 e gioca ogni singolo minuto della World Cup 1999. Nel suo saggio The Captain Class, Sam Walker sottolinea come la ragazza giochi tantissime partite ma faccia, in proporzione, pochissimi goal: ogni volta che prende la palla, infatti, subito la passa a una compagna, tanto è forte il suo spirito di squadra. Dopo il ritir...