TOGETHERNESS: CARLA OVERBECK E NIKKI MCRAY

‘Se vuoi metterti con me, devi andare d’accordo con le mie amiche’, diceva una canzone pop che negli anni Novanta ha riscritto le regole del femminismo in musica. Perché le donne lo sanno bene: allearsi è sempre l’arma più forte. E le atlete FILA, se possibile, lo sanno ancora meglio: tra le grandi lezioni dello sport ci sono proprio la forza e l’importanza del gioco di squadra. Carla Overbeck, nata a Pasadena, Texas alla fine degli anni Sessanta, è stata a lungo capitano della Nazionale Americana di Football: la sua prima partita con il team fu nell’88, vincendo il primo mondiale nel ’91. Abilissima in difesa, Carla brilla in Coppa del Mondo 1995, alle Olimpiadi del ’96 e gioca ogni singolo minuto della World Cup 1999. Nel suo saggio The Captain Class, Sam Walker sottolinea come la ragazza giochi tantissime partite ma faccia, in proporzione, pochissimi goal: ogni volta che prende la palla, infatti, subito la passa a una compagna, tanto è forte il suo spirito di squadra. Dopo il ritiro, avvenuto in seguito alle Olimpiadi di Sidney, viene meritatamente inserita nella National Soccer Hall of Fame. Non ha mai rilasciato troppe interviste: schiva per natura, mentre le compagne festeggiano le vittorie lei ritorna dalla sua famiglia. Nikki McRay è a sua volta molto abile in difesa, ma non sui campi da calcio: tra il 1991 e il ’95 è nell’American Basketball League, e nel ’98 firma un contratto da un milione di dollari con la Women’s National Basketball Association, con la quale fa nove stagioni consecutive. Le sue divise sono sempre color del fuoco, e rossi sono anche i dettagli di Nikki Delta, la scarpa FILA che porta il suo nome e che sceglie di sponsorizzare a patto che possa essere lanciata sul mercato sia nella versione femminile che in quella al maschile. Competitiva, personalità spiccatissima, Nikki ha aperto innumerevoli porte a tutte le ragazze che negli ultimi vent’anni hanno scelto di giocare a basket. Si ritira nel 2006 e subito si reinventa come coach. Nel novembre 2013 le diagnosticano un cancro al seno, e affronta la terapia con tutta la forza di cui è in possesso. Una domenica, prima di una partita delle Gamecocks, la squadra che allena, entra negli spogliatoi per un in bocca al lupo. Le sue ragazze, a sorpresa, indossano magliette con su scritto ‘Play for Nikki’: per la prima volta, la guerriera si scioglie in lacrime. Lacrime di gioia, però: un’atleta non è mai sola.         



ENGLISH VERSION:

TOGETHERNESS: CARLA OVERBECK AND NIKKI MCRAY

According to a pop song that changed feminism in music during the Nineties, ‘if you wannabe my lover, you gotta get with my friends’. Women know it well: getting together is always the most powerful weapon. And FILA athletes, if possible, know it even better: among the greatest lessons we can learn from sport, we have the strength and the importance of team playing. Born in Pasadena, Texas, at the end of the Sixties, Carla Overbeck has been long-time captain of the United States Women’s National Team: she plays her first match in 1988 and wins her first World Cup in 1991. Talented defender, Carla shines in 1995 World Cup and in 1996 at the Olympics; she also plays every single minute of the 1999 World Cup. In his essay The Captain Class, Sam Walker highlights that the girl runs a lot of matches but scores very few goals: her affection to the team is so strong that everytime she gets the ball, in fact, she passes it to a teammate. After her retirement, she is introduced in the National Soccer Hall of Fame. She has never given too many interviews: genuinely shy, after every victory she goes back to her faily, while her mates party and celebrate. Nikki McRay is a gifted defender too, but not of soccer playgrounds: between 1991 and 1995 she’s in the American Basketball League, and in 1998 she signs a one million dollars contract with WNBA, playing nine seasons. Her suits are always red, just like the details of Nikki Delta, the FILA shoes she chose to sign making sure they could be sold for both women and men to wear. Her personality is strong and competitive, and in the past twenty years she’s been a true model for all the girls longing to play basketball. She retires in 2006 and immediately reinvents herself as a coach. In November 2013 she’s diagnosed with breast cancer, and she deals with the theraphy by leaning on all her strength. On a Sunday, right before a match involving Gamecocks, the team she trains, she enters the locker room to wish some luck. Surprisingly, the girls wear ‘Play For Nikki’ t-shirts: for the first time, the lioness breaks up in tears. But they’re tears of joy: an athlete is never left alone.

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