IL VIOLA PORTA FORTUNA

Nell’era del distanziamento sociale, riguardare i video di Gabriel Omar Batistuta in campo è surreale. Perché nessuno – in quel periodo magico tra il 1991 e il 2005 – riesce a stargli a un metro di distanza: tifosi, allenatori e compagni di squadra hanno la costante volontà di esultare con lui per quei gol dall’energia sovrannaturale. Come in tutte le leggende, l’eroe ha origini umili: nato in Argentina nel 1969, Batistuta è figlio di un macellaio e di una collaboratrice scolastica. Appassionato di basket, dopo aver ricevuto in regalo un poster di Maradona dimenticare il canestro e inizia la carriera di centravanti per la quale passa alla storia. Nel 1991 viene acquistato dalla Fiorentina, inizia la sua ascesa professionale: Batigol (o Re Leone, questi i suoi soprannomi) detiene il record delle 11 gare consecutive in rete. Una leggenda, però, è tale solo se reca con sé anche l’altro lato della medaglia. Dopo i successi nella Roma, nell’Inter e nell’Al-Arabia, il 13 maggio 2005 Batigol si ritira: al termine di 17 anni in campo il suo corpo chiede il conto, ed è salato. “Le mie caviglie sono fragili per costituzione, sono stato torturato dalle distorsioni. Andavo avanti a furia di infiltrazioni e antidolorifici. Appena smesso, mi sono ritrovato con le caviglie a pezzi, senza più cartilagine”. In un’intervista dichiara di aver chiesto a un amico medico di amputargli le gambe: lui, anziché accontentarlo, lo fa operare a Basilea, dove all’applicazione di una protesi alla caviglia sinistra segue una faticosa riabilitazione. Ci sono molte lacrime nella carriera del Re Leone: di gioia, di rabbia, di frustrazione. Molte di esse bagnano una t-shirt viola con il logo FILA.


ENGLISH VERSION:

PURPLE BRINGS YOU LUCK

In the era of social distancing, watching the videos showing Gabriel Omar Batistuta playing soccer in the past is surreal. Nobody, during that magical period between 1991 and 2005, is able to keep the distance from him: supporters, coaches and teammates express the constant need to exult for the supernatural goals he scored. As in all legends, the hero’s origins are humble: born in Argentina in 1969, Batistuta is son of a butcher and a school worker. During his teenage he loves to play basketball, but the gift of a poster picturing Maradona persuades him in approaching that career as a striker that made him a myth. In 1991 he starts playing for ACF Fiorentina and his professional rise as well: Batigol or Lion King – these are his nicknames – is the man of records. But a legend can be real only by dealing with darkness. After his achievements in AS Roma, FC Inter and Al-Arabi, Batigol retires on May 13, 2005, not without issues. ‘My ankles are naturally fragile, I’ve been tortured by sprains. I have been using painkillers for a long time. As I retired, I found my ankles destroyed, without cartilage’. He said in an interview that he asked a doctor to amputate his legs: luckily, instead of indulging, he decided to make him operate in Basel. In September 2019 Batistuta got a prothesis was, starting a physical rehabilitation right after that. The career of the Lion King is plenty of tears: of joy, anger, frustration. Some of them wet a purple t-shirt, there’s a FILA logo on it.

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