SOUND ON: STEVIE WONDER

Gli inizi degli anni Settanta rappresentano un turning point per innumerevoli realtà e figure sociali, culturali, artistiche. Dopo aver ridisegnato il proprio logo, nel 1974 FILA intraprende un nuovo percorso, che trasformerà l’ex maglificio intimo nell’azienda che rivoluziona il concetto di sportswear. Nello stesso periodo, ispirata dalla figura di Marvin Gaye, inizia anche la fase più adulta ed esplosiva della carriera di Stevie Wonder. Il 13 maggio 1950 Steveland Morris – questo il suo vero nome – nasce a Saginaw, Michigan: il suo è un parto eccessivamente prematuro, al punto da causare la retinopatia che lo renderà non vedente sin dalle primissime ore di vita. Né questo evento, né le umili origini, comunque, ostacolano il suo destino di enfant prodige musicale: polistrumentista fin dalla tenera infanzia, a tredici anni sceglie il nome d’arte di Stevie Wonder per debuttare con Fingertips, il singolo con cui nel 1963 giunge in vetta alla Billboard Hot 100. Stevie suona con maestria il basso, il pianoforte, la batteria, le percussioni e la mitica armonica a bocca. Guidato dalla Motown – la casa discografica che contribuisce al successo mondiale dei più importanti artisti black – saprà affinare e arricchire il linguaggio dell’R&B, in particolare con i synth e le sovraincisioni della voce che hanno reso il suo touch inconfondibile. La parabola di Stevie Wonder è unica non solo perché segnata da un talento irripetibile, ma anche perché accompagnata dalla ricerca di un sound dal respiro il più ampio possibile, capace di cancellare i limiti imposti dal reale. Il suo repertorio annovera il funk più tirato (Superstition), la ballad (You Are the Sunshine of My Life), la denuncia (Big Brother), la sperimentazione (nell’album The Secret Life of Plants utilizza uno dei primi sampler della storia per campionare i suoni di uccelli ed insetti). E benché la parte più significativa della sua produzione si condensi tra gli anni Settanta e Ottanta, la sua musica ha ispirato artisti di più generazioni, come confermano le collaborazioni con Michael Jackson, Mark Ronson, Daft Punk, Will Smith, Pharrell Williams, Ariana Grande.A settant’anni, Stevie Wonder e il suo sorriso – smagliante sotto gli occhiali da sole – rimangono un faro. Esattamente come il suo look, che nel tempo è sempre stato fresco, variopinto, impareggiabile esempio di coolness. Lo conferma anche il nostro Archivio: negli anni Ottanta, nel pieno della sua fase disco, Stevie indossa più volte capi White Line in studio di registrazione. Le felpe, accarezzate dai dreadlock e dalle perline, si arricchiscono così di una nuova vibrazione, regalando un ritmo inedito alla nostra storia.





ENGLISH VERSION:

SOUND ON: STEVIE WONDER

The beginning of the Seventies marked a turning point for a lot of different social, cultural, artistic realities in the world. After redesigning its logo, in 1974 FILA began a new path that turned the original knitwear factory into a cutting-edge sportswear brand. In the same period, after being inspired by Marvin Gaye, the most mature, explosive phase of Stevie Wonder’s career started too. Steveland Morris – this is his real name – was born in Saginaw, Michigan, on May 13, 1974: his was a too precocious childbirth, that caused the retinopathy that made him blind since his earliest days of lifetime. Anyhow, neither this event nor his humble origins stopped his destiny as a musical enfant prodige: in 1963, at the age of 13 years old and with the nickname of Stevie Wonder, he reached the top of Billboard Hot 100 with his debut single Fingertips. Stevie can play the piano, the bass, the drums, the harmonica: guided by Motown (the iconic label that shaped the fame of the best black artists), he has been able to refine and enrich the language of R&B, especially with the help of the synths and the voice overdubs that made his touch unique. Stevie Wonder’s career is remarkable not only for his incredible talent, but also for his research of a wide-ranging sound, able to erase the limits of reality. His repertoire includes funky beats (Superstition), ballads (You Are the Sunshine of My Life), social protest (Big Brother), experimental efforts (his album The Secret Life of Plants, 1979, adopts one of the first machines in history able to sample the sounds of birds and bugs). And even if the most considerable part of his artistic path is between the 70s and the 80s, his music has inspired more than one generation, as confimed his collaborations with Michael Jackson, Mark Ronson, Daft Punk, Will Smith, Pharrell Williams, Ariana Grande.
At the age of seventy, Stevie Wonder and his smile – still dazzling under his sunglasses – remain a guiding light. Just like the fresh, colored looks he has ben wearing through the years as an example of endless coolness. This is confirmed by our archive: during the Eighties, in the middle of his ‘disco’ phase, Stevie has worn several White Line clothes in studio. The tracksuits, touched lightly by his dreadlocks and pearls, are enriched by a brand new vibe, giving unprecedented rhythm to our history.

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