MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 8


Nella seconda metà degli anni Settanta l’ascesa di FILA SPORT si consolida con rapidità esponenziale. Gli atleti sponsorizzati dal marchio trionfano ai tornei più prestigiosi, dalle vetrine dei negozi i capi si rivelano come bandiere issate in onore di un nuovo concetto di vestibilità. Pierluigi Rolando, fautore del fenomeno, ne attesta il successo con orgoglio ed un pizzico di incredulità: quando a Parigi vede le boutique sartoriali pennellate di blu e bianchi écru, comprende che la rivoluzione è in atto, e non riguarda più unicamente i campi da gioco.
Rolando non è solo orgoglioso, anche grato: in particolare, per le relazioni personali tessute con le grandi personalità che ha la fortuna di vestire grazie al brand biellese. Björn Borg, ovviamente, dalle cui gesta alla TV non riesce a staccare gli occhi. O Guillermo Vilas, altro tennista per la cui tempra lo stilista inventa geometrie inedite: fortissimo ma notoriamente poco slanciato, il campione argentino viene valorizzato dalla polo nota per i segni orizzontali e laterali lungo i fianchi, capaci di sagomare e modellare una figura destinata a rimanere negli annali per l’impareggiabile vigore fisico.
Non solo tennis, però. Complice forse l’avventura californiana del ’74 al fianco di Giorgio Bertone, Pierluigi Rolando si sente vicino specialmente alle anime della montagna. Walter Bonatti, ad esempio, con il quale condivide attimi di forte vicinanza umana ed accrescimento personale. Carlo Mauri, di cui ricorda lo spirito avventuroso che più volte l’ha condotto ad affrontare itinerari impervi come la Via del Sale o la Via della Seta. Infine lui, Reinhold Messner (‘Superman’, così lo soprannomina nei diari): all’indomani del successo dei capi a lui ispirati – strategici nel coniugare stile ed esigenze tech – i due finalmente si incontrano a Monaco. Un meeting suggellato da una stretta di mano che Rolando ricorderà a lungo, tanto la presa dell’alpinista è forte. E da una metafora sulla quale entrambi hanno modo di confrontarsi, chiacchierando. Scalare una montagna, in fondo, è come ricavare una scultura da un blocco di marmo o da un pezzo di legno: sbagliare la via significa perdersi, rovinando magari irrimediabilmente l’opera. Con la differenza che, nel caso di una scalata, si rischia di perdere la vita.
Per Rolando l’incontro è anche l’occasione per divertirsi con una delle sue più grandi passioni: l’oroscopo! Cultore dell’astrologia, lo stilista non sa resistere alla tentazione di redigere l’oroscopo del più grande scalatore vivente. Il quale lo lascia senza parole: su otto pianeti, sei risultano nel segno della Vergine, ascendente incluso. È un quadro astrale inequivocabile, Messner è un uomo di acciaio, dal fisico praticamente indistruttibile. Per riassumere: la rivoluzione passa dai vestiti, ma un consulto degli astri non guasta mai.


ENGLISH VERSION: 

MEET THE DESIGNER: PIERLUIGI ROLANDO - 8

During the mid-Seventies the rise of FILA SPORT grew at an exponential rate. The athletes sponsored by the brand kept on winning at the most important tournaments, while behind the shops’ windows all the garments were similar to flags hoisted in honor of a new concept of fashion. As one of the advocates of these events, Pierluigi Rolando witnessed such occurrence with pride and a bit of unbelief: when he saw navy blue and ecru colors in Parisian boutiques, he understood that the revolution had begun, and it wasn’t only about playgrounds anymore.
Rolando was also grateful, especially for the personal relationships he built with the great sport personalities he had the chance to work with. Björn Borg, of course, whose feats kept him glued to the screen. Or Guillermo Vilas, another tennis player, for whom brand new the designer invented brand new geometries: cool but not that tall, the Argentinian champion’s body was enhanced by the FILA polo renowned for the horizontal side lines on the hips, able to shape the silhouette of a man who would be for the books thanks to his uncomparable physical strength.
Not only tennis, however. Perhaps aided by the Californian adventure with Giorgio Bertone in 1974, Pierluigi Rolando felt very close to mountain souls. Walter Bonatti, for example, with whom he shared moments of strong human closeness and personal growth. Carlo Mauri, whose risky attitude – leading him through impervious tracks such as the Silk and the Salt Way – has been remembered for a long time. Lastly, Reinhold Messner (or ‘Superman’, as Rolando nicknamed him in his diaries): after the success of the apparel he inspired, the two finally met in Munich.
The meeting was sealed by a vigorous, long-remembered handshake. And by a metaphor they had been discussing a lot. Climbing a mountain, in the end, is similar to making a sculpture out of a piece of marble, or a trunk: taking the wrong way means to get lost, thus ruining the work in a definitive way. With the difference that, in the case of hiking, you risk to die.
On that occasion Rolando also took the chance to have fun with one of his greatest passions: horoscope! As a lover of astrology, the designer couldn’t help predicting the greatest living climbers’ future. Messner left him speechless: on eight different planets, six of them were related to Virgo, rising sign included! An unequivocal star chart – Messner was confirmed as a man of steel, with an unbreakable body. In summary, the revolution is fashion, but an advice from the stars is appreciated.


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